Pianoforte da tavolo
Il termine “pianoforte da tavolo” (o “pianoforte da tavola”) si riferisce a un tipo di strumento compatto, progettato per essere posizionato in un piccolo ambiente. Questi strumenti erano più piccoli rispetto ai pianoforti a coda o verticali, ma offrivano comunque una buona qualità sonora. La progettazione di questi pianoforti era spesso destinata ad ambienti domestici o a piccole sale da musica.

A differenza dei pianoforti a coda, che richiedono un ampio spazio e una grande cassa armonica, il pianoforte da tavolo era una soluzione più pratica e compatta, ma ancora capace di produrre un buon suono grazie alla qualità della costruzione e dei materiali.
È un pianoforte quadrato di tipo “ordinario” in uso in quegli anni, con una costruzione simile a quella di Erard. Dotato della cosiddetta meccanica “francese” a doppio pilota, resa popolare da Erard, lo strumento è interamente bicorda (ferro/ottone/ottone avvolti a tamburo), con l’estensione degli acuti che va dal Fa al Do (meccanica rimovibile), comune su tutti i pianoforti dall’inizio del XIX secolo. I tre pedali, ancora presenti (non sempre è così!), corrispondono ai registri del forte, del celeste e del liuto.

Charles Lemme (1769-1832) sembra essere stato una figura piuttosto notevole per l’epoca. Non paragonabile, ovviamente, alla produzione di un Erard. Fu, tuttavia, il socio di un neofita della costruzione di pianoforti all’epoca: Camille Pleyel. Una discendenza davvero notevole!
Circa dieci anni dopo, questi pianoforti sarebbero scomparsi dalla produzione francese, a favore dei più moderni pianoforti a pianoforti a cassa con meccanica inglese. Mentre altri strumenti erano indubbiamente più sofisticati (come i tricordi Erard, del 1790, con 4 pedali), questo pianoforte a cassa rappresenta gli ultimi sviluppi di una tecnologia ormai ingiustamente dimenticata.